Greek (myths and) technology

greek myths speak of robot, prostetic, drugs and body augmenting technologies https://www.noemamag.com/gods-and-robots/

she is the author of the book https://www.goodreads.com/book/show/40740411-gods-and-robots?ac=1&from_search=true&qid=3jje3xQUa2&rank=1

La rivoluzione dimenticata di Lucio Russo https://www.goodreads.com/book/show/4146890-la-rivoluzione-dimenticata?from_search=true&from_srp=true&qid=6KCdkBtzuY&rank=1

Facebook break-up would be hard? Think again

Facebook break-up would be hard

but really it would be soft, a software problem and in the world of clouds and API’s what can’t be done with software ?

Pun intended, Facebook breakup isn’t hard, it is soft, it’s a matter of designing it and can be done. This is Dave Winer proposal, perfectly doable and sensitive. http://scripting.com/2020/10/07/001200.html?title=breakingUpTechCompanies

I quote in full:

“Find the component of the company that really is open tech. Something that was open before they came along, that they foreclosed on, and used their monopoly to put everyone else out of business.#That’s where you draw the line of separation. The core should be spun off into a new company that’s well funded, with a charter to commercialize the tech while maintaining zero lock-in. Totally replaceable. Defined APIs that don’t break.#If the company is viable with these constraints, great. If not, they have enough money to plan their own demise. The key thing is they cannot use their dominance to launch new products. Just the open tech.#You would find people willing to staff such a company, there are lots of idealistic developers, still, who believe in the open internet.#In Microsoft’s case, in the 90s this would have meant spinning out the browser. #Today with Facebook it would mean spinning out the open graph.#With Google, it would have to be at least the core search engine. If Alphabet wanted to run ads on search, they’d have to get in line and compete with others who did. This is the price they pay for trying to use their dominance in search to control everything.#Google would also have to spin out Chrome, same way Microsoft would have spun out MSIE in the 90s.#That’s the basic idea. Look for the old open tech buried in the company, that is the source of their monopolistic control, and extract it. Hopefully it’s very painful, to keep successors from tying to do it in the future.#

other ideas: by law hardware and software in different hands, cloud companies that host service companies. Google and Facebook give up datacenter and related competencies. They only own whatever service they can build on software, government can ask to recombine

Ben Evans https://www.ben-evans.com/benedictevans/2020/8/10/would-breaking-up-big-tech-work

(he plays down the effect of Standard Oil and At&T sorto I am smarter you do magical thinking, but comes out at times justificationist and argue with things: since copper network don t get replicated, what let you think that splitting MS will have more OS created, physical natural monopoly mixed up with digital network effect. In the end lots of cues, he says don’t break up, unbundle services like for example Telecom DSL at the local loop. He’s on poimnt showing we will be dealing with local regulations on global networks)

Stratechery here https://stratechery.com/2020/anti-monopoly-vs-antitrust/ and here https://stratechery.com/2019/tech-and-antitrust/

Recombine services why: deliver more values to the customer (free me from crappy Linkedin algo for example)

but also delivering more innovation in tech and services, a Facebook not just obsessedn with spamming advertising with 90% gross revenue, what could do of new and wonderful with the 90% cumulated in their coffers once it is told to unbundle and become more companies

the strange feeling of these days: everybody talking about the new wave of bundling and unbundling on the web, and in absence on any hard science explaining the come and go of the bundle fashion, we are left to quote somebody saying “companies bundle, and then unbundle”. Management science explained.

What if we frame the break-up issue as unbundling, give it the same timeframe companies usually takes to do it, of course we have to come up with a design for the facebook group of companies. How many things are bundled there together?

Start from the privacy stratigraphy offered by Alex Stamos https://galley.cjr.org/public/conversations/-LsHiyaqX4DpgKDqf9Mj

Another issue, too big to break-up, stock market will suffer, wealth will be destroyed, poor microsoft missed things during it antitrust trial

Surely this argument will be used, so it is necessary to develop and prove a counterargument showing that innovation will deliver more benefits in the longer run. Antitrust will have to deal with innovation not just the customer

Learning and experience curves

“The difference between learning curves and experience curves is that learning curves only consider time of production (only in terms of labour costs), while experience curve is a broader phenomenon related to the total output of any function such as manufacturing, marketing, or distribution”

looking for data of experience curves on Electrolysis I found this

on this paper on cost trajectories of main electricity storage technologies

internet e regolamentazione

questo è il mio amico chris che chede un intervento pubblico sui social network https://www.linkedin.com/posts/christianvollmann_thesocialdilemma-activity-6715723568925155328-GzL3

la cosa curiosa è che Chris è il founder di un social network, lui stesso

Leggendo nei commenti al post Linkedin, il suo orgoglio è avere l’unico social network con un feed cronologico, non algoritmico; ma questa non è proprio la soluzione, non centra l’obiettivo

Ben Evan che leggo e seguo con piacere, persona in gamba con una vista acutissima, dice che l’algoritmo è un must, i feed non possono scalare oltere un n di relazioni su feed cronologici, numero di Dunbar, ci deve essere una regola dinamica che decide cosa mostrare e cosa no https://www.ben-evans.com/benedictevans/2018/4/2/the-death-of-the-newsfeed

e questo, detto in difesa di Facebook contro controlli politici o breakup, mi colpisce ad un tempo come vero e come detto con miopia

E’ abbastanza chiaro che gli algoritmi siano sviluppati per gli ads e la monetizzazione; se fossero sviluppati in prima istanza per lo user sarebbero diversi, più efficaci e rilevanti, forse meno manipolabili

La mia epifania è stata sul beta dell’assistente google su Android, Google Now credo si chiami o si chiamasse. Forse anno 2013 o 2014, scopro casualmente che ogni giorno mi suggerisce due articoli in 2 tematiche (non specificate da me) che erano davvero in quel momento il pivot del mio interesse, anche inespresso anche perchè forse non erano il bulk della mia attività. Il senso di rilevanza di quei suggerimenti, l’utilità di quei link, ho subito amato google now, una vera epifania.

poi google now esce di beta, quel giorno invece di quei due solitari ma graditissimi suggerimenti, mi trovo una pagina di risultati di calcio di serie A (non seguo il calcio) e l’invito a personalizzare il feed, che anche con ripetuti tentativi è rimasto stupido e stupidamente vago. Il modello era cambiato: se vuoi max gli adv revenue meglio che fai conto sulla folla dei football fans, non sui miei specificissimi pivot. Non lo uso più e con buona pace, ogni volta che lo apro per sbaglio le notizie al top sono siti populisit/sovranisti con titoli clikcbait e temi confinanti al fake; capisco la “gravità” del feed algoritmico, se affinato sulla massimizzazione di click e adv$ si finisce a fondo verso la parte più becera e ossessiva del pubblico.

Il problema per me è chiaro e risolvibile, nel mio caso io non sono contro ad essere profliato per se, io sono l’essere profilato al solo beneficio degli inserzionisti. Impegnati a farla funzionare solo per i propri clienti, FB e google sono patentemente incapaci di capire il valore che la mia profilazione ha per me stesso.

la soluzione sarebbe in nuove piattaforme e tecnologie che rendo la mia profilazione sinergica alla crescita del mio profilo online, ad esempio google attraverso chrome sa tutto quello che ho visitato negli ultimi 10 anni e potrebbe tranquillamente offrirmi una search semantica per aiutarmi a ricordare e ritrovare, ma che incentivo ha google a farlo e chi altri potrebbe farlo ?

“”””e tornado al pessimismo di Ben Evans, io credo che le stesse tecnologie di oggi potrebbero rendere il mio feed algoritmico una esperienza molto più dinamica, interattiva, libera dalla schiavitù del “tutti i tuoi amici hanno visto questo, vedilo anche tu”. Internet non è la televisione””””

il problema non risolvibile è che, in un mondo di economie di rete infinite e di monopoli naturali si riducono le possibilità che nuove proposte ad un problema non chiaramente riconosciuto riescano a bucare i muri dell’attenzione, e nel caso riuscissero a farlo rimanere indipendenti e non essere fagocitati dai vari big (though in internet i settori per l’analisi del monopolio possiamo poi parcellizzarli molto di più che ad esempio nel settore dell’acciaio)

in concreto, c’è tanto cognitivismo al lavoro nel forzare il click compulsivo, poco dello sforzo che si possa fare per ridare il controllo all’utente riuscirebbe ad emergere. Il click compulsivo arriva per primo ai miliardi. TikTok adesso vince perchè ha costruito la piattaforma per l’algoritmo, la piattaforma “che vede come uno algoritmo” per analogia col poco rassicurante “vedere come uno stato https://www.eugenewei.com/blog/2020/9/18/seeing-like-an-algorithm

E quindi il problema no.1 è rimettere lo user al centro

il no 1.1 è rompere i meccanismi economici che hanno creato mostri come FB: dico mostro pensando a tutti i problemi per gli utenti creati da facebook nella sua corsa ad averli loggare 18 volte al giorno, dai tempi di Zynga in poi.

Oggi il problema, tutti dicono, è quel loggarsi 18 volte al giorno e si chiede l’intervento dello stato. Brr, quante cose possono andar male quando gli stati cominciano a controllare internet, pensiamo alla Cina prima di tutto.

Invece il problema dovrebbe essere come loggarsi 18 volte al giorno per ritrovare una versione aumentata di se stessi, della propria informazione, cultura e socialità. Sarebbe necessario proprio partire da questa analisi dello spettro delle attività online, dal tossico fakenews spam stile facebook 2016 alla sana vita di community così specifiche che non si troverebbero mai offline

Il problema non è internet, il problema sono loro 🙂 Nella confusione delle argomentzzioni finali, voglio dire solo questo, il pecking order dell’economia internet:

  1. lo user, da proteggere, non è solop privacy, ma ownership dei contenuti, portabilità e features features features
  2. l’innovzzione che deve essere protetta dai meccanismi dei monopoli naturali e delle infinite economie di rete. Penso sia più nel campo di investimenti e M&A che vera concorrenza
  3. la moderazione dei contenuti nel rispetto delle leggi e dei modi civili di interazione, sacrificando i margini
  4. 4
  5. 4
  6. 4
  7. 4
  8. 4
  9. 4
  10. 4
  11. lo stato che detta come controllare i contenuti

BTW io sono un power user di Facebook, FB come tool per i gruppi è fantastico e io uso principalmente i gruppi. Per un periodo dal 2014, al 2017 c’è un app chiamata Groups che mi ha permesso di usare FB senza dover usare il mio feed, non credo sia un caso che si stata terminata nel 2017 dopo lo spammosissimo 2016. Per dire, Facebook e Google sono immensi e complessi conglomerati di hardware, software e app e features per gli utenti. Smatassare tutto (mi avete capito) è difficile immaginatevi se lo deve fare un regolatore pubblico. Però si è fatto. Convincere FB a venderci come users e non solo eyeballs, si può fare con meccanismo economici?

Ma se manteniamo vivi gli incentivi giusti per l’innovazione forse riusciamo a uscire dal problema della regolamentazione (suona fideistico, lo è, finchè non lo studio abbastanza)

Tesla what s written in the numbers

current valuation might imply 30 to 50% market share in the future but let’s look at it like a tech and not a car company

sustainable advantage in batteries? It is claimed by Musk, is it real ?

Tesla is an operating system with around a car, car design turned upside down. Will it translate into a sustaiable advantage vs car producers?

Tesla first at autonomous drive with Autopilot, famously claimed in a keynote where Tusk promised your Tesla could work for you as a Taxi while you don’t use it

Imagine Tesla can pack all these unique features in a skateboard other producers can customize with fancy bodies. The skateboard is the operating system in a android-mobile phones analogy

There is a tech story that holds, but theere is also 3 checks to performs, answer the 3 questions, will Tesla really be able to be consistently ahead of all car makers in the world ? In the end, will it be economies of newtok and winner takeall like in software and social networks? Let’s see

New Cold War

TikTok wars, the tech perspective https://stratechery.com/2020/the-tiktok-war/

the political eye, a former S’pore Prime Minister https://www.scmp.com/week-asia/opinion/article/3091343/china-and-us-new-cold-war-or-not-new-cold-war

funny how the technologist can go fully ideological in its conclusion while the politician sees ample rooms for continuing relations, not really a cold war, wrong metaphors shan’t be used because they might be self-fulfilling

curves, innovation curves of all sorts

Gartner Hype cycle

jazzed up version of traditional Everett Rogers’ diffusion of innovations

this was the trigger https://twitter.com/NickPinkston/status/1278353201905823745

and this is Carlota Perez curve which puts together technology and finance in a play of coupling and decoupling in the installation and deployment phases

carlota perez cycle

I guess it owes something to Kondratiev, that originally was a theory of cycles in commodity prices over long periods (like 60-80 years)

and I wonder the relationships with Urchin Secular cycles more of 2 to 3 centuries due to demographic factors https://www.lesswrong.com/posts/3bPH2az479gzxDMbf/book-review-ages-of-discord

Screenshot 2020-07-16 at 14.48.10

 

invention and implementation

are different, it’s like having an idea and selling it

Greeks had a steam engine, more a steam turbine, aelopyle. The stem engine arrived in 18th century England

Actually it wasn’t only the steam to do the work, the steam created the void and the air did the work in the Newcomen engine. And it was at some point economical only because coal mines flooded and so there was a lot of coal with non shipping costs.

The sumerian had the wheel, but only for toys. Maybe the economnics ewasn’t right. The middle east forgot the wheel in the middle age because four camels could be run by a man instead of a single chariot. The economics.

so, things look at us waiting to be discovered, we had gotten to the moon and still had not put wheels to luggages, implementation can be harder than invention

distilled of a chapter in Antifragile by Taleb and Anton Howes newsletter “Age of Invention: The Weight of Air” of July 3, 2020

Apple, Windows, strategy and product development

Steve Sinofsky, lead at MS dev team for Apple software, knows both worlds well

https://medium.learningbyshipping.com/apples-relentless-strategy-and-execution-7544a76aa26

commenting on Apple switch to own silicon in Macs, toos 2 years, it is at once a short time for such a deep change affecting the entire product ecosystem, very long one if you think indeed you are committing an entire ecosystem to it and for 2 years you keep going whatever will happen

“16/ To execute requires everything in the company to operate as though strategy matters most. It means communication. Performance reviews and rewards. It means management top down reinforces it and isn’t “random” or “inconsistent”. That is so difficult internally. Painful even.”

15/ It is incredibly clear that everyone at Apple puts strategy requirements above anything “local”. When you wonder why there isn’t more new in Notes or why Mail is missing stuff it’s because supporting a multi-year strategy trumps individual teams and that’s a good thing.