naturalismo, rassegnazione e monopoli digitali

capire cosa sono i monopoli digitali, come interferiscono con la nostra felicità on e offline, come si limitano, spaccano, combatto, regolano etc è poi così esoterico e fuori dalla nostra portata che una posizione molto tipica che ho notato, in cui sono passato anche io è:

è colpa delle economie di network, ci sono cosa ci possiamo fare

antitrust, ma se danno tutto gratis, non si può fare, non pensiamoci

poi tanta gente che non capisce il web lo fa per potere politico, non voglio essere uno di loro

in fondo, è naturale, è il mercato, ce l’hanno fatta, va bene così perchè se facciamo qualcosa dalla padella alla brace

molte cose vere ma messe in fila così fanno un ragionamento sbagliato, meglio studiare e studiando piano piano si riesce a mettere qualche punto fermo per reagire allo strapotere delle piattaforme, per sentirsi nel giusto nel farlo

per iniziare, quella cosa lì del “è gratis non si puà fare antitrust” , storia USA, l’antitrust nacque come una rezione politica alla strapotere dei cartelli, rockfeller e amici e l’azione era giustificata dallo strapotere che squilibrava la democrazia. Quindi in origine si pensava in termini di potere e tutela della democrazia

poi venne Bork negli anni 80 che cercò una definizione puramente economica, misurabile e da allora l’antitrust si faceva solo se c’era un pregiudizio per il consumatore, cioè aumento dei prezzi. Inapplicabile ora, e sarebbe insensato applicarlo perchè cambiano i tempi si possono aggiornare le interpretazioni, ed è quello che si deve fare. Ritorno a Brandies, consiglio la lettura di The urse of Bigness, Tim Wu

Questo però mi lascia ancora quello smarrimento intorno, se penso che Facebook è sbagliato così com’è, Zuck è colpevole per quello che è passato sulla piattaforma, le basi per i genocidi, per gli attacchi alla democrazia, per le stragi di qualche fuori di testa di 4chan, sono io che sono invidioso, pieno di odio, fondamentalmente un poveraccio in cerca di un capro espiatorio che incidentalmente sta sempre su Facebook ?

Fuck no, sono sul web da più di 20 anni, non era, così, era il web dei milioni di siti, non il mosaico di piattaforme di milioni e miliardi di utenti, tutte chiuse in se stesse. Scrivo su Linkedin e non so dove finisce, discuto in gruppi Facebook e non so come esportare. La portabilità dei dati, se ne parla, ma è una cosa statica, terminale, un backup.

Ecco, l’interoperabilità avversariale di Cory Doctorow, dovrei poter scrivere qui su e buttare in automatico su linkedin e facebook perchè loro non possono bloccare il mio wordpress che si logga come me e posta. Fantasie? eppure era e può essere così

come si giustifica ? il principio di concorrenza nei mercati, questo è la sua articolazione nello spazio del web.

Mandated interoperability, or rather adversarial interoperability “we need something that stops dominant firms from subverting standards—a penalty that they pay that is market-based, that impacts their bottom line, and that doesn’t rely on a slow-moving or possibly captured regulator but that, instead, can actually just emerge in real time. That is what I call “adversarial interoperability”: reverse engineering and scraping and bots”

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